Ecclesiaste 4:9-10
“Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica. Infatti, se l’uno cade, l’altro rialza il suo compagno; ma guai a chi è solo e cade senza avere un altro che lo rialzi!”
Insieme siamo più forti in Cristo
Viviamo in un'epoca che esalta il fare tutto da soli. L'autosufficienza viene trattata come una virtù, e chiedere aiuto sembra una debolezza. Ma Salomone, con la saggezza che si guadagna solo attraverso l'esperienza, in Ecclesiaste va controcorrente con una forza tranquilla ma decisa.
Scritto in un momento di riflessione su ciò che conta davvero sotto il sole, Ecclesiaste 4:9-10 parla con una semplicità disarmante. Salomone qui non sta scrivendo poesia, sta scrivendo da osservatore, il tipo di osservazione che nasce dal guardare persone reali faticare e cadere. La sua conclusione è semplice: hai bisogno di qualcuno al tuo fianco.
L'immagine è concreta: una persona inciampa e cade, ma se c'è un compagno, una mano si tende. Se non c'è nessuno, quella persona rimane a terra. Non è una metafora, è semplicemente la vita.
Ora metti Gesù in questo quadro. Quando nel Vangelo di Giovanni 13:34 diede ai suoi discepoli un comandamento nuovo, disse loro di amarsi gli uni gli altri come Lui li aveva amati. Quell'amore non era passivo o sentimentale, era concreto. In Galati 6:2, Paolo riprende questa idea scrivendo che dobbiamo portare i pesi gli uni degli altri, compiendo così la legge di Cristo. La legge di Cristo è l'amore, e l'amore si china per aiutare qualcuno a rialzarsi.
La chiesa non è mai stata pensata come un posto dove la gente siede in silenzio senza conoscersi davvero. Dio l'ha progettata come una comunità di legami autentici, dove qualcuno si accorge quando cadi e viene ad aiutarti ad alzarti.
Ecco quindi una domanda semplice per oggi: c'è qualcuno nella tua vita che in questo momento è a terra? Un amico che sta attraversando un momento difficile, un fratello o una sorella nella tua chiesa che ultimamente si è fatto silenzioso? Fatti vivo. Chinati verso di lui. Non è solo gentilezza, è obbedienza a Colui che per primo si è chinato verso di noi.
Il segno di un santo non è la perfezione, ma la consacrazione. Un santo non è un uomo senza difetti, ma un uomo che si è dato a Dio senza riserve.— Oswald Chambers
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